martedì 9 giugno 2009

Il postmoderno spiegato ai bambini.

"Un artista, uno scrittore postmoderno è nella situazione di un filosofo: il testo che egli scrive, l'opera che porta a compimento non sono in linea di massima retti da regole prestabilite e non possono essere giudicati attraverso un giudizio determinante, attraverso l'applicazione di categorie comuni. Queste regole e queste categorie sono ciò di cui l'opera o il testo sono alla ricerca. L'artista e lo scrittore lavorano quindi senza regole, e per stabilire le regole di ciò che sarà stato fatto. Ecco perchè l'opera e il testo hanno le proprietà dell'evento, ed ecco anche perchè arrivano troppo tardi per il loro autore. Il che rquivale a dire che la loro messa in opera comincia sempre troppo presto. Il postmoderno andrebbe quindi compreso secondo il paradosso del futuro (post) anteriore (modo)." pp. 24

lunedì 8 giugno 2009

L'incidente del futuro.

"Dopo il secolo dei Lumi, ci sarebbe dunque quello della velocità della luce e, poi, della luce della velocità, il nostro." pp. 21
"Come l'illusionismo, cui deve molto, lo sviluppo tecnoscientifico è diventato un'ARTE DEL FALSO, al servizio di un'ARTE DELLA MENZOGNA: una serie di manipolazioni delle apparenze, di inganni e, in alcuni casi, una trama di assurdità." pp. 73

domenica 7 giugno 2009

La logica della complessità.

"Il cervello è policentrico, costruisce il pensiero sulla base di combinazioni casuali di idee e immagini, manipola dati fluidi in modo globale, richiede tempo e memoria, si serve contemporaneamente di processi analogici e digitali; istituisce un gioco permanente di operazione logica, pulsione affettiva, istinti primari. La conoscenza originaria nasce dall'ambiguità del rapporto tra interno ed esterno, dallo sconvoilgimento del programma genetico di fronte alla complessità e al disordine, dalla comunicazione tra immaginario e reale, percezioni consapevoli e processi inconsci, dunque dalla primitiva fragilità della coscienza, che non permette al soggetto di pensare compiutamente se stesso come oggetto." pp. 136-137

sabato 6 giugno 2009

L'etica hacker.

"Un'importante motivazione che spinge i media tradizionali ad allargare le proprie operazioni sulla Rete sta nel fatto che queste nuove tecnologie offrono la possibilità di raccogliere informazioni molto dettagliate sugli utenti, così che permette la vendita di spazi pubblicitari in maniera ancora più mirata. In questo caso, lo scopo è quello di usare la tecnologia per intensificare una segmentazione del pubblico guidata dal mercato." pp. 85

venerdì 5 giugno 2009

Comunicazione e identità.

"E' il senso di controllo sull'interazione con l'ambiente da parte dell'attore che viene messo in crisi dall'invasività degli ambienti elettronici di comunicazione. I nuovi ambienti di comunicazione non sono particolarmente idonei a consentire agli attori di definire e controllare le frontiere tra il sè e gli altri. La loro attuale filosofia di sviluppo, che mette in primo piano l'obiettivo di guadagnare un accesso più ampio possibile a informazioni e situazioni potenzialmente rilevanti, yende a sacrificare la privacy e le norme sociali che regolano quasi automaticamente le comunicazioni faccia a faccia." pp. 170

giovedì 4 giugno 2009

Videogiochi e cultura della simulazione.

"Nell'ambito dei diversi processi di costruzione dell'identità personale, l'attività ludica ha sempre rappresentato uno dei fenomeni più significativi e maggiormente studiati dalle varie scienze sociali." pp. 79

mercoledì 3 giugno 2009

L'avanguardia inaudita.

"Molti dei fatti che accaddero in numerose città italiane nei primi mesi del 1977 hanno caratteristiche carnevalesche. Le feste nelle piazze, la riscoperta del corpo, l'apertura della sfera privata, l'orgogliosa pratica di comportamenti eversivi, la sfrenatezza giovanile, tutto questo ricorrda il carnevale descritto da Michail Bachtin: la vita carnevalesca "è la stessa vita, che si allontana dall'orbita della vita quotidiana". Il mondo alla rovescia annulla il normale "ordine delle cose" e inventa, prodigandosi e andando radicalmente oltre ogni limite, i presupposti per una "seconda vita" che si realizza, in modo eccessivo ed egualitario, nella festa." pp. 131