venerdì 25 settembre 2009

Forme dell'impronta.

"La fotografia concilia natura e cultura, presenza e assenza, separazione e connessione (cioè discontinuità e continuità) e soprattutto vita e morte:"essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente""nello stesso istante in cui viene scattata la fotografia l'oggetto sparisce. La fotografia raggiunge qui il mito di Orfeo. (....) Nella nostra prospettiva semiotica, la fotografia è un linguaggio visivo tra gli altri. Quello di cui ci curiamo sono i rapporti tra l'occhio e la mente." pp. 9

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