venerdì 24 aprile 2009

Mappe del tempo.

"I luoghi fisici rappresentano un affidabile serbatoio di memorie e spesso servono da punti focali per la nostalgia individuale o di gruppo." pp.72

giovedì 23 aprile 2009

Zero comments.

"La verià è che i blog non sono solo stancanti sproloqui scritti per persone annoiate. Sebbene la maggior parte di chi scrive non lo faccia per professione, i blogger sono spesso eloquenti come sanno esserlo le persone non consapevoli della propria lucidità: sono diretti, senza censure e rinvigoriti dal suono della loro nuova voce." (D. Kline, D. Burstein, Blog!, Sperling & Kupfer, 2006, pp.203) Cit. pp.77

mercoledì 22 aprile 2009

La leggenda dei monti naviganti.

Tutto Rumiz quotidiano, meglio di brioche e cappuccino: http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=Paolo%20Rumiz&view=repubblica

martedì 21 aprile 2009

L'età della finzione.

"Nella società delle comunicazioni di massa, gli effetti dell'uso dei mass media si ripercuotono a ogni livello travalicando il mero aspetto comunicazionale e influenzando comportamenti sociali non limitati al sistema dei mass media. La fiction intesa come commistione fra realtà e finzione, fra fatti e rappresentazione, prende sempre più piede. Il mescolarsi progressivo fra elementi reali e costruiti, l'utilizzo di questi in modo sempre più esteso, genera nuovi comportamenti sociali di cui quelli estremi ne sono il segnale più inquietante." pp. 55

lunedì 20 aprile 2009

Il paesaggio come storia.

"Lo spazio urbano richiede una lettura percettiva, rilevabile con strumenti alternativi come le mental maps, gli assemblaggi fotografici e le interviste alla popolazione redisente, condotte da operatori qualificati." pp. 88-89

domenica 19 aprile 2009

sabato 18 aprile 2009

Lo sguardo vagabondo.

"Accanto agli spazi pieni, dotati di dispositivi regolatori che guidano l'agire umano nell'uso della città, si situano quelli vuoti, che rinviano a molteplici opzioni d'uso e lettura. Il flaneur diviene esegeta della strada perchè è in essa che colloca la sua azione, ma senza rinunciare alla propria vena artistica e immaginativa; avvalendosene, anzi, per leggere il susseguirsi degli eventi inattesi di cui egli stesso è partecipe." pp. 63-64