"Paradossalmente, la fotografia, cercando le sue qualità specifiche, oblitera una componente fondamentale della sua essenza, la riproducibilità, e assimila il modo d'essere della pittura, facendosi essa stessa "originale unico e irripetibile" e ricostituendo quell'aura che ella stessa aveva dissolto." (......) "Con il chimigramma la pittura viene così messa di fronte a un duplice scacco: il chimigramma realizza, a un tempo, la meccanizzazione della produzione dell'immagine astratta (ciò che rende teoricamente superflua la stessa pittura astratta) e la confezione di un'immagine unica e irripetibile come quella della pittura (che perde così ogni sua esclusiva). Da questo momento in poi la crisi della pittura è teoricamente compiuta e irreversibile, ed è per questo che la ricerca estetica oltrepassa la superficie del quadro, abbandona il visivo e, con il futurismo e con il dada-surrealismo, comincia a guardare all'oggetto, al concetto e al comportamento." pp. 67-68lunedì 7 settembre 2009
Della fotografia senza soggetto.
"Paradossalmente, la fotografia, cercando le sue qualità specifiche, oblitera una componente fondamentale della sua essenza, la riproducibilità, e assimila il modo d'essere della pittura, facendosi essa stessa "originale unico e irripetibile" e ricostituendo quell'aura che ella stessa aveva dissolto." (......) "Con il chimigramma la pittura viene così messa di fronte a un duplice scacco: il chimigramma realizza, a un tempo, la meccanizzazione della produzione dell'immagine astratta (ciò che rende teoricamente superflua la stessa pittura astratta) e la confezione di un'immagine unica e irripetibile come quella della pittura (che perde così ogni sua esclusiva). Da questo momento in poi la crisi della pittura è teoricamente compiuta e irreversibile, ed è per questo che la ricerca estetica oltrepassa la superficie del quadro, abbandona il visivo e, con il futurismo e con il dada-surrealismo, comincia a guardare all'oggetto, al concetto e al comportamento." pp. 67-68domenica 6 settembre 2009
sabato 5 settembre 2009
Man Ray.
"Dopo avere acoltato per anni le futili, interminabili discussioni dei concettosi esteti sulla questione se la fotografia sia arte, presi la mia decisione e risolsi il problema - ammesso che sia mai stato un problema, la qual cosa non ho mai creduto - affermando senza mezzi termini: "La fotografia non è Arte". Arte, intendevo, con la A maiuscola. La fotografia potrebbe essere un'arte, come la danza, l'equitazione, l'intaglio e così via, in cui si padroneggia una tecnica con un certo grado di virtuosismo. Dopo molti altri anni di indagini e di esercizio della tecnica fotografica, intendo rivedere la mia posizione precedente. Assumerò ora un atteggiamento opposto. invece di dire che "La fotografia non è Arte", dico che "l'Arte non è fotografia". L'uso di colori e pennelli è sempre Arte? L'uso di una macchina per scrivere o di penna e inchiostro è sempre letteratura?" pp. 121
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