"Si capisce la fotografia considerando ciò che accade quando l'involucro delle cose viene otticamente proiettato sulla pellicola, chimicamente trasformato e fissato, stampato e manipolato. La pittura e la scultura vanno dal dentro al fuori, la fotografia dal fuori al dentro." pp. 140
"Dei milioni di icone riprese negli studi le Agenzie ne conserverebbero solo pochissime, quelle delle persone guida, e di milioni i icone nulla infatti resta, di miliardi di icone prodotte resterà forse traccia labile nella memoria delle migliaia che le hanno scattate e nella memoria di coloro, superstiti, che questa ripresa hanno scelta. Poi più nulla. Ecco perchè i tempi degli archivi, degli studi sono finiti, ma per noi, oggi, attenti a fornire strumenti al futuro della memoria, resta determinante un modello, quello della raccolta di un possibile archivio del tempo, proprio per civili, auspicabili pèrese di coscienza delle nostre mutevoli culture. pp. 52
"....la fotografia è un sistema convenzionale che esprime lo spazio secondo le leggi della prospettiva (bisognerebbe precisare, di una prospettiva) e i volumi e i colori per mezzo di gradazioni dal nero al bianco. Se la fotografia è considerata una registrazione perfettamente realistica e obiettiva delmondo visibile, è perchè (dall'origine) le sono stati assegnati degli usi sociali ritenuti "realistici" e "obiettivi". E se essa si è proposta immediatamente con le apparenze di "un linguaggio senza codice nè sintassi", in breve di un "linguaggio naturale", è innanzitutto perchè la selezione che opera nelmondo visibile risulta totalmente conforme nella sua logica alla rappresentazione del mondo che si è imposta in Europa a partire dal Quattrocento." pp. 124
"Il contesto ha una grande in fluenza sull'intepretazione di un'immagine. Essa condiziona mentalmente il lettore e può anche mutare il significato dei soggetti rappresentati. Non si deve credere che una fotografia che comunica assai bene il proprio messaggio nella tale o tal'altra pubblicazione, possa essere utilizzata dovunque con lo stesso risultato." pp. 92 Originale in lingua.
"Forse abbiamo una resistenza invincibile a credere al passato, alla Storia, se non sotto forma di mito. La Fotografia, per la prima volta, fa cessare questa resistenza: il passato è ormai è altrettanto certo che il presenta, ciò che si vede su carta è certo quanto ciò che si tocca." pp. 136 Originale in lingua.
"La fotografia aveva e ha ancora il compito di sostenere la memoria. La fotografia è memoria.(.....) Oggi siamo assediati dalle immagini, ci fidiamo ciecamente e stupidamente delle immagini. Quanto lavoro ancora da fare: la fotografia, nuove tecnologie, sarà tutta un'altra cosa....." pp. 29Brano tratto dall'intervista dell'autore a Gisèle Freund, Parigi, dicembre 1989.
"Il suo intento (August Sander) era quello di trovare nella zona di Colonia, dove era nato nel 1876, archetipi che rappresentassero ogni possibile tipo, classe sociale, sottoclasse, mestiere, vocazione, privilegio. Sperava di poter scattare in tutto 600 ritratti, ma il suo progetto fu interrotto dal Terzo Reich di Hitler." pp. 39
"La fotografia....si propone come una interpretazione conclusa della realtà ed è capace di trasformarsi in evento simbolico." pp. 88
"Le origini della fotografia - tecniche ed estetiche - risiedono nell'invenzione quattrocentesca della prospettiva lineare. pp. 18
"La morte attraverso l'obiettivo non consuma il corpo ma lo riesuma per inserirlo in un nuovo ciclo del divenire che rende una superficie ancora scrivibile, ancora mutabile." pp. 25
"Il vero scgedario è infinito. Le 366 facce di questa raccolta galleggiano su un oceano di volti sconosciuti. Nei 156 anni di storia che vanno dallo sguardo della prostituta di Brimingham agli occhi abbassati di Enzo Baldoni centinaia di migliaia di persone hanno interessato la storia ufficiale, e le istituzioni che hanno il compito di registrarla. soltanto nell'istante del loro arresto." pp. 179
"Da oggi la pittura è morta, aveva esclamato il 19 Agosto 1939 il pittore Paul Delaroche, uscendo dalla seduta comune dell'Accademia delle scienze e dell'Accademia di Belle Arti, durante la quale Arago aveva illustrato il procedimento del dagherrotipo. La profezia non si è avverata: Ma i fotografi hanno sofferto per lungo tempo di un senso d'inferiorità di fronte ai pittori, i soli capaci di esercitare a pieno una delle belle arti." pp. 33
"Ciò che un tempo era visibile soltanto da un occhio molto intelligente, ora lo vede chiunque. Ammaestrati dalle fotografie, tutti riescono a visualizzare quel concetto, un tempo puramente letterario, che è la geografia del corpo: fotografando, per esempio, una donna incinta in modo che il suo corpo sembri una collinetta e una collinetta in modo che sembri il corpo di una donna incinta." pp. 87-88
"Per la storia dell'arte il problema della fotografia si è presentato sin dall'inizio sotto due aspetti: da una parte il suo proporsi come mezzo di espressione creativa assolutamente autonomo, dall'altro la sua influenza sulla pittura." pp. 13
"La fotografia non è soltanto un mezzo per scoprire la realtà. La natura, vista dalla macchina fotografica, è diversa dalla natura vista dall'occhio umano. La macchina fotografica influenza il nostro modo di vedere e crea la nuova visione." pp. 167